Il mondo del lavoro ha accelerato: nuove tecnologie, modelli organizzativi, aspettative diverse. Aumenta la complessità e cresce la necessità di competenze umane: comunicazione, leadership, responsabilità, gestione dello stress e dei conflitti.
Questo articolo nasce da un sondaggio inviato alle persone iscritte alla mia mailing list, per raccogliere i temi che desideravano approfondire. Tra le risposte, una domanda è emersa con chiarezza: “Perché diventare coach oggi?”.
In questo scenario il coaching non è una moda. È una risposta professionale a bisogni reali: guidare il cambiamento, sostenere performance sostenibile, sviluppare leadership, supportare scelte e transizioni.
Perché il coaching è sempre più richiesto
Le organizzazioni investono nel coaching perché:
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la leadership oggi è relazione e cultura
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il benessere è sostenibilità del sistema
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il talento si trattiene con senso e qualità delle conversazioni
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il cambiamento è continuo e richiede adattabilità
Le nuove sfide di manager e professionisti
Overload, transizioni di ruolo, comunicazione difficile, conflitti, calo di motivazione, decisioni complesse.
Il coach non “risolve al posto della persona”: allena consapevolezza, chiarezza e azione.
Cosa significa davvero diventare coach
Non basta essere empatici o “portati”. Servono competenze, pratica guidata, feedback, supervisione, etica e confini. Il coaching è una professione: richiede standard.
Un cenno su AI coaching e grandi piattaforme
Oggi emergono agenti AI e piattaforme di coaching “di massa”. Possono essere utili, soprattutto su obiettivi operativi legati al Fare (produttività, organizzazione, piani d’azione). Con i Livelli Logici di Dilts, siamo spesso su comportamento e capacità: un coaching “con la c minuscola”, prezioso ma orientato principalmente all’efficienza.
Quando il lavoro entra nei livelli di valori, identità e scopo, la qualità della presenza e della relazione diventa centrale: qui la preparazione del coach umano fa la differenza.
Le piattaforme possono anche essere un canale da integrare nello sviluppo del business: la sfida è posizionarsi con chiarezza su competenza, etica e qualità del processo.
Dove lavora oggi un coach
Executive, team, career, life e professional coaching, coaching skills integrate nei ruoli manageriali. Le opportunità crescono, ma cresce anche la responsabilità: distinguere tra “approccio” e vera professionalità.
Conclusione
Diventare coach oggi ha senso perché servono persone capaci di creare spazi di lucidità e conversazioni trasformative nella complessità. E ha senso davvero quando è una scelta formativa rigorosa, basata su standard, pratica e feedback.

